Anche quest’anno il Natale è arrivato e per il pranzo del 25 dicembre in casa nostra ci sono delle pietanze che non possono assolutamente mancare, non sarebbe Natale senza poterle gustare. Prima la mia nonna e poi la mia mamma che porta avanti la tradizione e un giorno sicuramente lo farò anche io. Trattasi di insalata russa, patè, cappelletti in brodo (vi svelo che sono per il 50% emiliana da parte di mamma e credo che la mia predisposizione alla socializzazione venga proprio da questo 50% piuttosto che dal 50% brianzolo
), panettone. Il secondo, la frutta e gli altri antipasti possono variare ma queste pietanze sono fisse da sempre e non mancano mai. Magari più avanti condividerò con voi anche queste ricette ma adesso voglio solo raccontarvi la storia del patè di famiglia manualmente trascritta sul famoso quaderno della nonna. In tempo di guerra a Milano era stata sfollata diversa gente e la famiglia della mia nonna paterna che viveva a Besozzo aveva ospitato per un certo periodo di tempo una famiglia milanese proprietaria di una nota gastronomia milanese. Alla fine di questo periodo la famiglia per ringraziare dell’ospitalità ha donato alla famiglia di mia nonna la ricetta del patè che da allora non manca mai sulla tavola di Natale della mia famiglia. Mia mamma e mia zia sono le custodi di questa ricetta che hanno imparato a realizzare quando la mia nonna ormai anziana non ci si dedicava più. La ricetta è segreta e quindi questa non la condividerò con voi, con voi condivido solo questo ricordo di famiglia a cui sono molto affezionata.
Il patè fra tradizione e storia
01 domenica gen 2012
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